Al centro della baia, spesso avvolta dalla nebbia, si erge "The Rock": l'isola che è stata per decenni il carcere di massima sicurezza più temuto d'America. Oggi è uno dei luoghi più visitati di San Francisco, sospeso tra memoria carceraria e storia civile.
Prima di diventare una prigione, Alcatraz ospitò il primo faro della costa occidentale, acceso nel 1854, e una fortificazione militare. Il penitenziario federale entrò in funzione nel 1934 e restò operativo fino al 1963: isolata dalle correnti gelide e dalle acque agitate della baia, l'isola era considerata inespugnabile.
Tra le sue celle passarono nomi che sono entrati nella leggenda: Al Capone, il rapinatore George "Machine Gun" Kelly e Robert Stroud, passato alla storia come il "Birdman". La fuga più famosa è quella del giugno 1962, quando Frank Morris e i fratelli Anglin scavarono un varco con utensili di fortuna, lasciarono teste di cartapesta nelle brande e sparirono su una zattera improvvisata: non furono mai ritrovati. La vicenda ha ispirato il film "Fuga da Alcatraz".
Dopo la chiusura del carcere, tra il 1969 e il 1971 l'isola fu occupata da un gruppo di attivisti nativi americani, gli Indians of All Tribes, per rivendicare i diritti dei popoli indigeni. Su alcuni edifici sono ancora visibili le scritte di quella protesta, che segnò una tappa importante della storia dei diritti civili negli Stati Uniti.
Il cuore della visita è il cellhouse, il grande braccio detentivo, percorso con un'audioguida costruita sulle voci di ex guardie ed ex detenuti. È un racconto sorprendentemente intenso, che ricostruisce la vita quotidiana, l'isolamento e il paradosso di una prigione con vista sulle luci della città.
Si raggiunge solo con i traghetti ufficiali in partenza da Pier 33, gestiti in convenzione con il servizio dei parchi nazionali. I biglietti vanno spesso esauriti con settimane di anticipo: prenota per tempo. Valuta i tour serali, dall'atmosfera particolarmente suggestiva, e porta sempre una giacca: sull'isola il vento non dà tregua.